La Crisi della Falda Solofrana-Montorese: Un Problema Ambientale e Sanitario da Risolvere

Pozzo idrico chiuso a Montoro per contaminazione da sostanze chimiche pericolose.
Il pozzo idrico situato nella Frazione Chiusa di Montoro, chiuso a seguito della contaminazione da tetracloroetilene e tricloroetilene.



Introduzione

La falda Solofrana-Montorese rappresenta una delle risorse idriche più importanti della Campania, ma è anche al centro di una delle più gravi emergenze ambientali della regione. L’inquinamento da tetracloroetilene e tricloroetilene, due composti chimici altamente tossici, ha compromesso la qualità dell’acqua, costringendo le autorità locali ad adottare misure straordinarie come la chiusura di pozzi e l’emissione di ordinanze di divieto d’uso dell’acqua per il consumo umano.

Questa emergenza ha sollevato importanti interrogativi sulle responsabilità istituzionali e sulle politiche di gestione delle risorse idriche, in particolare alla luce della Deliberazione N. 24 del 29 giugno 2022 dell’Ente Idrico Campano, che ha riconosciuto al Comune di Solofra la gestione autonoma del servizio idrico.

L’articolo esplora i principali aspetti di questa crisi, dalle cause dell’inquinamento alle risposte delle istituzioni, e propone soluzioni concrete per affrontare il problema in modo sostenibile.


L’Importanza della Falda Solofrana-Montorese

La falda Solofrana-Montorese è un’acquifera che alimenta i sistemi idrici di due importanti Comuni campani: Montoro e Solofra. Questa risorsa idrica è essenziale non solo per le comunità locali, ma anche per il sostentamento delle attività economiche, comprese le industrie locali e l’agricoltura.

Tuttavia, decenni di attività industriali, in particolare quelle legate al settore conciario di Solofra, hanno causato una contaminazione diffusa della falda. Sostanze chimiche come il tetracloroetilene e il tricloroetilene, utilizzate come solventi industriali, si sono infiltrate nel terreno e nelle acque sotterranee, compromettendo la qualità dell’acqua e rappresentando un rischio significativo per la salute umana e l’ambiente.

Le analisi condotte dall’ARPAC Campania hanno confermato livelli di contaminazione superiori ai limiti normativi stabiliti dal D.Lgs. 31/2001. Questi risultati hanno portato all’adozione di misure straordinarie, come la chiusura di pozzi e l’emissione di ordinanze che vietano l’uso dell’acqua potabile.


Una Crisi che Coinvolge Due Comuni

Sebbene la contaminazione abbia origine prevalentemente nel territorio di Solofra, dove si concentrano le attività industriali, le conseguenze si estendono anche al vicino Comune di Montoro. Recentemente, Montoro ha emesso un’ordinanza per la chiusura di un pozzo nella Frazione Chiusa, dopo che analisi dell’ARPAC hanno evidenziato la presenza di contaminanti chimici oltre i limiti consentiti.

Questa situazione solleva un’importante questione di giustizia ambientale: Montoro, che non ha un passato industriale comparabile a quello di Solofra, subisce comunque le conseguenze di una contaminazione che non ha contribuito a generare.

Le Analisi Ambientali e le Implicazioni per la Salute Pubblica

I Dati delle Analisi: Un Quadro Allarmante

Le analisi condotte dall’ARPAC Campania il 14 e 16 dicembre 2024 hanno fornito un quadro dettagliato ma preoccupante della qualità delle acque nella falda Solofrana-Montorese. I campioni prelevati in diverse aree hanno mostrato una contaminazione diffusa, con concentrazioni di sostanze pericolose superiori ai limiti normativi:

  • Tetracloroetilene: 11,7 µg/L (limite normativo: 10 µg/L).
  • Tricloroetilene: 40 µg/L (limite normativo: 10 µg/L).

Questi valori, riscontrati in particolare nella Frazione Chiusa del Comune di Montoro, evidenziano un rischio concreto per la salute pubblica e l’ambiente.

È importante sottolineare che i contaminanti rilevati sono classificati come potenziali cancerogeni dall’Agenzia Internazionale per la Ricerca sul Cancro (IARC). Oltre ai rischi oncologici, l’esposizione prolungata a queste sostanze può causare:

  • Danni al sistema nervoso centrale.
  • Compromissione delle funzioni epatiche e renali.
  • Problemi respiratori e cardiovascolari.

Un Ritardo nella Comunicazione e nell’Azione

Uno degli aspetti più critici riguarda il tempo trascorso tra la scoperta della contaminazione e l’adozione di misure preventive. Le analisi definitive sono state effettuate il 14 dicembre 2024, ma l’ordinanza di divieto è stata emessa solo il 16 dicembre 2024, lasciando aperti interrogativi su quanti giorni la popolazione abbia consumato acqua contaminata.

Inoltre, non è chiaro se siano state condotte analisi precedenti e, in caso affermativo, se abbiano rilevato segnali di contaminazione che avrebbero potuto prevenire la crisi attuale. Questa mancanza di trasparenza mina la fiducia nelle istituzioni e solleva dubbi sulla gestione del monitoraggio ambientale e sanitario.

I Gruppi Più Vulnerabili

L’esposizione ai contaminanti è particolarmente pericolosa per i gruppi più vulnerabili della popolazione, tra cui:

  • Bambini e neonati: Maggiore sensibilità agli effetti tossici.
  • Donne in gravidanza: Rischio di complicanze per il feto.
  • Anziani e persone con patologie preesistenti: Sistema immunitario e organi più fragili.

Nonostante questi rischi, al momento non risultano essere stati avviati programmi di screening sanitario per valutare l’impatto dell’esposizione sulla salute dei cittadini.

Le Criticità Istituzionali e le Responsabilità nella Gestione della Crisi

Una Frammentazione Gestionale Evidente

La gestione della falda Solofrana-Montorese ha messo in evidenza una grave frammentazione tra gli enti coinvolti. Sebbene i Comuni di Solofra e Montoro, l’Ente Idrico Campano (EIC), l’ARPAC, l’ASL Avellino e il gestore idrico Alto Calore SpA abbiano ruoli definiti nella gestione del servizio idrico e del monitoraggio ambientale, manca un coordinamento efficace per affrontare emergenze di questa portata.

La mancata comunicazione tempestiva tra enti e l’assenza di un piano coordinato di intervento hanno portato a ritardi nella gestione della crisi e all’aggravamento delle sue conseguenze.

La Deliberazione N. 24 e i Dubbi sulla Salvaguardia

Uno degli aspetti più controversi è la concessione della gestione autonoma al Comune di Solofra tramite la Deliberazione N. 24 del 29 giugno 2022, adottata dall’EIC. Secondo l’art. 147, comma 2-bis, del D.Lgs. 152/2006, la salvaguardia può essere concessa solo se vengono soddisfatti i seguenti requisiti:

  1. Approvvigionamento idrico di pregio.
  2. Efficienza gestionale.
  3. Tutela del corpo idrico.

Alla luce delle evidenze ambientali, appare evidente che Solofra non soddisfa questi criteri:

  • Approvvigionamento idrico di pregio: La contaminazione della falda contraddice questo requisito.
  • Efficienza gestionale: Gli interventi straordinari richiesti per la bonifica e la chiusura dei pozzi dimostrano inefficienze strutturali.
  • Tutela del corpo idrico: L’origine industriale dell’inquinamento evidenzia una mancata prevenzione.

L’Inerzia dell’Ente Idrico Campano (EIC)

Il CNSBII ha formalmente richiesto all’EIC di verificare la conformità della Deliberazione N. 24 dell’Ente Idrico Campano tramite tre comunicazioni protocollate:

  1. Protocollo n. 4828 del 26-02-2024: Richiesta iniziale di verifica della delibera.
  2. Protocollo n. 6447 del 11-03-2024: Integrazione con ulteriori documenti.
  3. Protocollo n. 21933 del 11-09-2024: Sollecito alla richiesta iniziale.

Nonostante queste comunicazioni, l’EIC non ha fornito alcuna risposta formale. Questa inerzia rappresenta una grave violazione dei principi di trasparenza e partecipazione amministrativa sanciti dal D.Lgs. 33/2013.

Il Ruolo del Comune di Montoro

Montoro, pur subendo le conseguenze dell’inquinamento, si trova a fronteggiare questa crisi senza strumenti adeguati. L’ordinanza di chiusura del pozzo e l’approvvigionamento di acqua tramite autobotti sono misure necessarie ma temporanee, che non affrontano le cause profonde del problema.

Azioni Proposte e Soluzioni per il Futuro

1. Un Piano di Bonifica della Falda

La contaminazione della falda Solofrana-Montorese non può essere risolta senza un intervento strutturale di bonifica. È necessario sviluppare e finanziare un Piano Straordinario di Bonifica, che includa:

  • La rimozione dei contaminanti già presenti nella falda.
  • L’implementazione di barriere idrauliche o sistemi di trattamento per prevenire la diffusione degli inquinanti.
  • Il monitoraggio costante della qualità delle acque durante e dopo gli interventi.

Questo piano dovrebbe essere finanziato attraverso fondi regionali e nazionali, con il coinvolgimento del Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica e della Regione Campania.


2. Screening Sanitario per la Popolazione

Per tutelare la salute pubblica, è fondamentale avviare uno screening sanitario mirato, con particolare attenzione ai gruppi più vulnerabili, come bambini, anziani e persone con patologie preesistenti.

  • Obiettivo: Identificare eventuali effetti sulla salute causati dall’esposizione prolungata a sostanze tossiche come tetracloroetilene e tricloroetilene.
  • Attori coinvolti: ASL Avellino, in collaborazione con enti sanitari regionali e nazionali.
  • Metodo: Campagne di monitoraggio sanitario gratuito, associate a programmi di sensibilizzazione per informare i cittadini sui rischi e sulle precauzioni.

3. Revisione della Deliberazione N. 24/2022

La Deliberazione N. 24/2022 dell’Ente Idrico Campano, che ha concesso al Comune di Solofra la gestione autonoma del servizio idrico integrato, deve essere sottoposta a revisione per verificare la sua conformità ai requisiti normativi.

  • Richiesta: Verificare se il Comune di Solofra soddisfa i criteri di approvvigionamento idrico di pregio, efficienza gestionale e tutela del corpo idrico, come richiesto dall’art. 147 del D.Lgs. 152/2006.
  • Azione proposta: Qualora emergano elementi di non conformità, proporre l’annullamento della delibera e il reinserimento del servizio idrico in una gestione integrata e centralizzata.

4. Creazione di un Tavolo Tecnico Permanente

Per evitare la frammentazione delle responsabilità e garantire una gestione coordinata, è necessario istituire un Tavolo Tecnico Permanente con la partecipazione di:

  • Ente Idrico Campano (EIC).
  • ARPAC Campania.
  • ASL Avellino.
  • Comune di Montoro e Comune di Solofra.
  • Gestore idrico Alto Calore SpA.

Questo tavolo tecnico dovrebbe definire un piano d’azione condiviso per:

  • Monitorare la qualità della falda e delle risorse idriche.
  • Coordinare le attività di bonifica e manutenzione.
  • Garantire la trasparenza e la comunicazione con la cittadinanza.

5. Trasparenza e Accesso alle Informazioni

La crisi della falda Solofrana-Montorese ha messo in evidenza gravi carenze nella trasparenza amministrativa. Per ristabilire la fiducia nei confronti delle istituzioni, è necessario:

  • Pubblicare regolarmente i dati analitici relativi alla qualità delle acque.
  • Garantire ai cittadini e agli enti di monitoraggio civico, come il CNSBII, il diritto di accesso alle informazioni ambientali, in conformità al D.Lgs. 33/2013.
  • Istituire un portale web dedicato per aggiornare in tempo reale la popolazione sugli sviluppi della crisi e sugli interventi in corso.

La crisi della falda Solofrana-Montorese non è solo un problema ambientale, ma anche una questione di giustizia sociale e responsabilità istituzionale. La frammentazione gestionale e l’inerzia di alcuni enti hanno aggravato una situazione già critica, penalizzando le comunità locali.

Le azioni proposte, dalla bonifica alla revisione della gestione idrica, rappresentano un percorso indispensabile per tutelare la salute pubblica e garantire un futuro sostenibile per i territori di Montoro e Solofra. Il CNSBII continuerà a monitorare la situazione e a promuovere soluzioni concrete, affinché questa emergenza possa essere affrontata con la serietà e l’impegno che merita.




Montoro: Divieto Utilizzo Acqua Potabile per Contaminazione da Sostanze Chimiche



Montoro, divieto utilizzo acqua per consumo umano: l’ordinanza del Comune

Con l’ordinanza n. 192 del 16 dicembre 2024, il Sindaco di Montoro, Salvatore Antonio Carratu’, ha decretato il divieto di utilizzo dell’acqua potabile su tutto il territorio comunale. Questa decisione si basa su analisi chimiche che hanno rilevato una contaminazione da tetracloroetilene e tricloroetilene, sostanze inquinanti oltre i limiti di legge.


Le analisi e i controlli sulla qualità dell’acqua

A partire dal 18 novembre 2024, il Comune di Montoro aveva richiesto verifiche all’Alto Calore Servizi SpA e all’ASL Avellino. Tuttavia, i risultati degli ultimi prelievi, anticipati dall’ARPAC e comunicati ieri sera, hanno confermato la non idoneità dell’acqua per il consumo umano. Le analisi hanno evidenziato valori critici sia prima che dopo i filtri a carboni attivi nei pozzi di Chiusa, compromettendo la sicurezza dell’acqua distribuita al centro urbano.

Secondo il Servizio Igiene degli Alimenti e della Nutrizione (SIAN) dell’ASL Avellino, è necessario intervenire immediatamente per garantire il ripristino della qualità dell’acqua.


Strumenti di laboratorio per l'analisi dell'acqua, con dati che mostrano livelli di tetracloroetilene e tricloroetilene.

Attrezzature di laboratorio durante l’analisi dell’acqua a Montoro, che evidenziano contaminazione da sostanze chimiche.

Divieto utilizzo acqua: le disposizioni dell’ordinanza

L’ordinanza stabilisce:

  1. Divieto immediato di utilizzo dell’acqua per consumo umano fino a nuove indicazioni da parte degli enti preposti.
  2. Richiesta di misure urgenti al gestore Alto Calore Servizi SpA, inclusi interventi di manutenzione e una relazione dettagliata sulle cause della contaminazione.
  3. Monitoraggio continuo con prelievi congiunti da parte di ASL e gestore lungo la rete idrica comunale.

La disposizione è stata comunicata ai cittadini tramite:

  • Pubblicazione sull’albo pretorio online;
  • Sito ufficiale del Comune di Montoro;
  • Affissioni nei luoghi pubblici e comunicati agli organi di stampa.

Cosa fare se vivi a Montoro

Si invitano i cittadini a rispettare il divieto di utilizzo dell’acqua potabile per evitare rischi per la salute. L’acqua non deve essere usata per bere, cucinare o lavarsi.

L’amministrazione comunale ha dichiarato che eventuali responsabilità per il mancato rispetto dell’ordinanza non saranno imputabili all’ente.


Prossimi aggiornamenti sulla qualità dell’acqua a Montoro

L’Alto Calore Servizi SpA è tenuto a effettuare controlli interni e attuare misure tecniche urgenti per risolvere la criticità. L’ordinanza resterà in vigore fino alla verifica di nuovi risultati analitici.

Per ulteriori dettagli, consulta l’ordinanza completa sul sito ufficiale del Comune di Montoro.


Cosa Prevede l’Ordinanza

A tutela della salute pubblica, il Comune di Montoro ha disposto:

  1. Divieto immediato di utilizzo dell’acqua per consumo umano su tutto il territorio comunale fino a nuove comunicazioni.
  2. Monitoraggio costante da parte degli enti preposti, con prelievi replicati dopo gli interventi tecnici da parte di Alto Calore Servizi.
  3. Diffusione dell’ordinanza attraverso:

    • Pubblicazione sull’albo pretorio online;
    • Sito internet del Comune di Montoro;
    • Divulgazione tramite organi di informazione e affissione in luoghi pubblici.


Le Comunicazioni Ufficiali

L’ordinanza è stata notificata ai seguenti enti:

  • Prefettura di Avellino
  • ARPAC Avellino
  • Ente Idrico Campano
  • Istituti scolastici locali
  • Comando dei Carabinieri di Montoro e Forestale di Forino
  • Alto Calore Servizi SpA e Dipartimento di Prevenzione ASL Avellino.

Avvertenze alla Popolazione

Si raccomanda ai cittadini di attenersi strettamente al divieto d’uso dell’acqua per scopi potabili e alimentari, fino a revoca dell’ordinanza. Il Comune declina ogni responsabilità derivante da eventuali violazioni della disposizione.


Prossimi Aggiornamenti

Le autorità locali, in collaborazione con l’ASL e l’Alto Calore Servizi SpA, continueranno a monitorare la situazione. Ulteriori informazioni verranno comunicate alla cittadinanza non appena disponibili.

Per ulteriori dettagli, consulta l’ordinanza completa sul sito ufficiale del Comune di Montoro.




Escursione in bici ad Acqua di Mugliano: meta naturale a Forino

Escursione in bici ad Acqua di Mugliano

Aderisci al Corso di Formazione: Sicurezza in Montagna e Peste Suina CLICCA QUI

Nella giornata di Sabato 27 Maggio ho deciso di fare una piccola uscita in bici, dopo un lungo periodo di pausa. Essendo un amante della natura, ho scelto una meta poco distante dal mio paese, destinazione Acqua di Mugliano. Il mio giro inizia nel primo pomeriggio, con partenza dal centro urbano di Forino, seguendo le indicazioni per Bracigliano SP30.

Lungo la strada la presenza di noccioleti, seguono coltivazioni di castagni da frutto ed alcuni ciliegi, qui in alcuni punti è possibile ammirare anche di un ottimo panorama sul centro abitato. Continuando a salire si passa alla presenza di bosco ceduo. Arrivato a quota 620m s.l.m. inizia un breve tratto pianeggiante con una piccola pineta, proprietà del Comune di Forino.

Addentrandosi per pochi metri all’interno della pineta, è possibile osservare quel che un tempo erano le Neviere “da neve” di Piano Salto, dove all’interno si conservava la neve compattata per poi utilizzarla per la conservazione di prodotti alimentari. Di fronte la pineta una stradina di montagna caratterizzata da rocce e pietrischi. Imboccata questa stradina si arriverà dopo circa 5-8 minuti ad un bivio, noi proseguiamo tendendo la nostra destra.

Da qui si apre un percorso prevalentemente in piano che attraversa i boschi di castagno selvatico e si conserva la presenza di qualche isolato Faggio. Durante il percorso si può godere dei suoni che la natura offre. Ad un tratto del sentiero, in una breve curva è possibile osservare anche una notevole parete rocciosa dove per l’intero periodo autunno, inverno e primavera è presente anche un ristagno d’acqua e per i più fortunati è possibile osservare anche la “Salamandra Pezzata”.

Leggi anche: Notizie su Forino

Noi proseguiamo il nostro giro, qui inizia un breve tratto insidioso in discesa, caratterizzato da rocce anche di medie dimensioni e giungiamo alla nostra meta, la Sorgente Acqua di Mugliano. Una sorgente che sgorga da una cavità rocciosa, spettacolare. Circondata da vegetazione e muschi. Caratterizzata da acque limpide e fresche (interessante conoscere la sua potabilità o meno), nelle immediate vicinanze vi è anche una sorte di fontana a due vasche.

Dopo una breve sosta riprendo il mio giro con la mia bici, subito una salita in rocce anche questa abbastanza insidiosa che termina su strada asfaltata. Io proseguo verso la mia destra, per uscire dopo pochi metri ad un bivio che incrocia la SS403 e svolto verso destra, da qui alcuni km in discesa tra curve e rettilinei, fino a giungere nuovamente in paese.

L’intero percorso copre una distanza di 26 km e offre un’esperienza immersa nella natura, tra boschi rigogliosi, sorgenti incantevoli e panorami mozzafiato. L’escursione in bici ad Acqua di Mugliano è perfetta per gli amanti dell’avventura e della tranquillità, permettendo di godere della bellezza della natura nel cuore della campagna vicino a Forino.

Il sito del comune di Forino




Il Rischio Idrogeologico a Forino: un’analisi dettagliata

Le foto presenti in questa pubblicazione sono state scattate da Carmine Mario Albano


Buscè Michele. (2023).
Il Rischio Idrogeologico a Forino un’analisi dettagliata.
Zenodo. https://doi.org/10.5281/zenodo.7979642


Introduzione:
L’importanza della gestione e della consapevolezza del rischio idrogeologico è diventata sempre più evidente negli ultimi anni, soprattutto in aree geografiche soggette a fenomeni di dissesto e instabilità del suolo. Un’area che richiede particolare attenzione è il comune di Forino, situato nella regione Campania, noto per la sua bellezza naturale ma anche per i potenziali pericoli che derivano dalla sua configurazione geologica. Questa pubblicazione mira a fornire un’analisi dettagliata del rischio idrogeologico a Forino, esaminando le cause, gli effetti e le misure adottate per mitigare tale rischio.

Cause del Rischio Idrogeologico a Forino:
Forino si trova in una zona montuosa e presenta una combinazione di terreni argillosi e rocce permeabili, che contribuiscono alla comparsa di fenomeni di dissesto idrogeologico. Tra le principali cause del rischio idrogeologico a Forino vi sono l’elevata piovosità, la topografia accidentata e l’eccessivo sfruttamento delle risorse idriche. Questi fattori aumentano la possibilità di frane, alluvioni e erosione del suolo.

Effetti del Rischio Idrogeologico:
Il rischio idrogeologico a Forino può causare danni significativi sia in termini di vite umane che di infrastrutture. Le frane possono distruggere abitazioni e interrompere le vie di comunicazione, mettendo a rischio la sicurezza delle persone. Le alluvioni possono allagare zone abitate e provocare danni alle coltivazioni agricole. Inoltre, l’erosione del suolo può portare alla perdita di terreni fertili e alla diminuzione della biodiversità.

Frana sulla SS88 zona Laura – Montoro

Misure di Mitigazione:
Per affrontare il rischio idrogeologico a Forino, sono state adottate diverse misure di mitigazione. Queste comprendono la realizzazione di opere di difesa idraulica, come arginature e canalizzazioni, per prevenire gli allagamenti. Inoltre Sono state anche implementate misure di sistemazione idrogeologica del territorio, come la bonifica di zone a rischio, il rinforzo di pendii e la messa in sicurezza delle infrastrutture esistenti. Inoltre, la promozione della consapevolezza pubblica sul rischio idrogeologico e l’educazione alla prevenzione sono diventate parte integrante delle strategie di gestione del territorio.

Raccomandazioni:
Da una prima ricognizione effettuata sul territorio di Forino e dagli eventi che si sono verificati sul nel corso degli anni, le opere di mitigazione dal rischio e pericolo idrogeologico non sono assolutamente sufficienti. Necessariamente servono altre opere di difesa idraulica e l’aumento di superfice di ricezione delle acque e sedimi delle opere già presenti. Un controllo mirato andrebbe effettuato su tutti i versanti interni del Bacino Endoreico di Forino ove sono presenti smottamenti e frane. Inoltre è necessario un controllo maggiore della selvicoltura e un controllo determinante al taglio abusivo o non regolare delle alberature presenti. Ma resta determinante l’adozione di misure che tendano a rallentare la discesa delle acque nel centro urbano, in particolare l’abitato della frazione di Celzi. Le poche vasche di assorbimento delle acque montane risultano incapienti e spesso con presenza di sedimenti che tardano ad essere rimossi. Auspichiamo l’introduzione di un soggetto gestore che si occupi, in forma dedicata, alle opere di difesa idraulica e in particolare modo alle canalizzazioni presenti che apportano le acque nei pressi di una vasca in Via San Giovanni, al confine del paese, che è collegata con una condotta carsica le acque presenti alla sorgente Labso e Laura nel comune di Montoro. Le alluvioni come abbiamo documentato in diverse pubblicazioni, generano danni ai sottoservizi e questi ultimi vanno in overflow distribuendo i reflui fognari su strade, terreni e in particolare modo nell’inghiottitoio carsico che si collega alle sergenti Labso e Laura in Montoro nella frazione di Preturo.

Conclusioni:
Il rischio idrogeologico a Forino rappresenta una sfida significativa per la comunità locale e le autorità competenti. Tuttavia, grazie all’adozione di misure di mitigazione adeguate e alla consapevolezza della popolazione, è possibile ridurre gli effetti negativi di tali fenomeni. È fondamentale continuare ad investire nella ricerca, nella pianificazione e nell’implementazione di politiche di gestione del rischio idrogeologico per garantire la sicurezza e la sostenibilità di Forino e delle sue risorse naturali. Solo attraverso un approccio integrato e una collaborazione tra le diverse parti interessate sarà possibile affrontare con successo questa sfida e proteggere l’ambiente e la popolazione locale.




Forino (AV), il Fiume Sarno e l’inquinamento che viene da lontano

Michele Buscè. (2023).
Forino (AV), il Fiume Sarno e l’inquinamento che viene da lontano.
Zenodo. https://doi.org/10.5281/zenodo.7979471
www.cnsbii.it

di Michele Buscè coordinatore nazionale CNSBII
alcune immagini sono state realizzate da Carmine Mario Albano sentinella CNSBII

Il CNSBII più volte ha documentato come il Bacino Idrografico del Fiume Sarno, tra i più antropizzati in Italia, abbia diverse criticità in termini idraulici, idrogeologici e di inquinamento. Molti però non sanno che il Fiume Sarno, il corso d’acqua di fine di tutte le acque del Bacino, riceva acque che provengono da sottobacini e da bacini endoreici.

Forino è un Bacino Endoreico Montano che apporta acque, di varia natura e origine, nel Bacino Idrografico del Fiume Sarno. Tecnicamente anche il Bacino di Forino (Avellino, Campania) fa parte del Bacino del Sarno.

Ad oggi però non si vuole comprendere che lo stesso Bacino di Forino necessita di attenzioni uguali o simili al Bacino del Sarno. Il 25 maggio 2023 a Forino si è verificato un fenomeno meteorologico molto intenso denominato “Temporale Termo convettivo”.

Ad oggi il Bacino di Forino non ha un soggetto gestore delle proprie canalizzazioni, e il Comune stesso è responsabile della propria rete scolante. Manca, ad esempio, un consorzio di Bonifica sul territorio, invece presente nel Bacino del Sarno. (Forino fa parte “tecnicamente” del Bacino del Sarno)

In questa nostra pubblicazione del 25 maggio 2023, – LEGGI LA PUBBLICAZIONE – quest’ultimo passibile di aggiornamento dati, è stato trascritto l’evento alluvionale di quel giorno con nostre considerazioni.

Abbiamo voluto approfondire le conseguenze di un’alluvione in una porzione del Bacino Idrografico del Fiume Sarno. Abbiamo quindi effettuato dei sopralluoghi partendo da Mercato San Severino (Salerno) e arrivando fino a Montoro (Avellino). Nelle immagini video e foto che sono state pubblicate si noterà come le acque che scorrono in alcuni corsi d’acqua risultino marroni, torbide e in alcuni casi grigie.

Forino essendo Bacino Endoreico ha una problematica comune a tutti i Bacini piccoli e antropizzati, ossia, la propria defluizione delle acque. Infatti quando Forino “si allaga” le acque piovane e urbane restano stagnanti per giorni o settimane in una frazione denominata Celzi o Preturo in alcuni casi inquinando anche terreni e sorgenti. In queste frazioni di Forino è presente una condotta carsica (condotta naturale in roccia carbonatica) che collega lo stesso bacino di Forino al Bacino del Sarno. Il collegamento avviene in Montoro nella frazione di Preturo. Esiste anche una condotta fognaria che collega il Bacino di Forino a Depuratore di Mercato San Severino per il tramite della maxi condotta fognaria Solofra – Mercato San Severino. Questa fu creata dal Generale Jucci al tempo dell’emergenza Sarno. La Maxi condotta, per intenderci, si collega, si innesta, a quella che trasporta reflui conciari “pretrattati” al Depuratore di Mercato San Severino.

Torrente Solofrana in Mercato San Severino
Video: https://www.cnsbii.it/wp-content/uploads/2023/05/VID_20230526_094734.mp4

In Forino nella condotta carsica, escludendo la condotta fognaria, spesso accadono fenomeni di inquinamento delle acque risorgive. Per cui abbiamo deciso di monitorare i danni collaterali delle alluvioni di Forino, (che ricordiamo essere un contesto urbanizzato) sull’ecosistema naturale.

La condotta carsica che collega il Bacino di Forino al Bacino del Sarno conserva al suo interno anche una sorgente.

Nel Bacino del Sarno sono presenti quindi due sorgenti denominate Labso e Laura. Sono proprio queste due ultime ad essere collegate con il Bacino di Forino.

Con la nostra attività di osservazione abbiamo quindi documentato come le sorgenti Labso e Laura subiscano i danni dell’alluvione rilasciando acque marroni che provengono dal Bacino di Forino. C’è un’altra probabilità che queste acque possano essere inquietante fa reflui fognari.

Quando capitano fenomeni alluvionali in aree urbanizzate, le quali hanno dei sottoservizi come gli apparati fognari, viene facile comprendere che la porzione di territorio non si allaga solo per le acque piovane ma anche per le acque fognarie. Quindi, si presuppone che nelle acque che abbiamo documentato con dei video siano presenti anche acque fognarie.

Sorgente Laura in Montoro
Video: https://www.cnsbii.it/wp-content/uploads/2023/05/20230526_195310.mp4
Qui di seguito illustriamo la direzione fluviale delle acque documentate, in pratica descriviamo il percorso delle acque dal punto iniziale fino alla foce del Sarno.

Le acque del Bacino di Forino si congiungono nel Canale Labso e Laura in Montoro (AV), proseguono nella Vasca di Laminazione di Acigliano/Pandola in Mercato San Severino (SA), proseguono il viaggio nel Torrente Solofrana quest’ultimo si immette nell’Alveo Comune Nocerino in Nocera Inferiore, proseguono il viaggio fino a San Marzano Sul Sarno (SA) nel Fiume Sarno, le acque finiscono il viaggio nella Baia Stabiese tra Castellammare di Stabia (NA) e Torre Annunziata (NA)

Torrente Solofrana – Mercato San Severino
Video: https://www.cnsbii.it/wp-content/uploads/2023/05/VID_20230526_132530.mp4
Torrente Solofrana – Montoro
Video: https://www.cnsbii.it/wp-content/uploads/2023/05/VID_20230526_134122.mp4
Fiumarello – Vasca di Acigliano Pandola in Mercato San Severino
Video: https://www.cnsbii.it/wp-content/uploads/2023/05/VID_20230526_134510.mp4
Sorgente Labso in Montoro frazione Preturo
Video: https://www.cnsbii.it/wp-content/uploads/2023/05/VID_20230526_134510.mp4
Montoro – Pescarola
Video: https://www.cnsbii.it/wp-content/uploads/2023/05/20230526_200339.mp4
Montoro – Pescarola
Video: https://www.cnsbii.it/wp-content/uploads/2023/05/20230526_200100.mp4
Torrente Solofrana – Ingresso nella Vasca di Acigliano Pandola
Video: https://www.cnsbii.it/wp-content/uploads/2023/05/VID_20230526_134652.mp4
Torrente Labso in Montoro frazione Preturo alla confluenza con la Sorgente Laura
Video: https://www.cnsbii.it/wp-content/uploads/2023/05/20230526_195449.mp4
Confluenza Torrente Labso e Sorgente Laura in Montoro frazione Preturo
Video: https://www.cnsbii.it/wp-content/uploads/2023/05/20230526_195530-1.mp4



Violento nubifragio su Forino. I dati.

di Michele Buscè e Carmine Mario Albano

Il 25 maggio 2023 una nuova alluvione su Forino ricorda quanto forti possono essere gli elementi naturali in particolare modo quando questi fenomeni si abbattono o si verificano in aree urbanizzate. Come sempre nelle nostre pubblicazioni ricordiamo che se questi eventi si verificassero in luoghi non frequentati dall’uomo non desterebbero alcun interesse. Invece abbiamo voluto a tutti costi edificare, urbanizzare in aree vulnerabili. Forino è un Bacino imbrifero montano e come tale è oggetto e soggetto dei vari fenomeni meteorologici e naturali che ogni bacino può subire naturalmente. In questa alluvione, se tale la si può chiamare, purtroppo ha perso la vita una persona. Si sarebbero potuti evitare morti, danni a persone e cose? La prevenzione dovrebbe essere alla base della “protezione civile”, ma il più delle volte il termine “protezione civile” diventa un sinonimo di “operare in emergenza” e la prevenzione del rischio e del pericolo passa in secondo piano se si è fortunati.

Michele Buscè

Video tratto dal web nelle immediate vicinanze della vasca di assorbimento in Via Vaticalli.

Al fine di comprendere il fenomeno del 25 maggio 2023 abbiamo voluto approfondire i dati meteorologici a disposizione e da subito abbiamo dislocato alcuni nostri operatori sul territorio del Bacini di Forino per osservare il susseguirsi dei fenomeni, le operazioni di soccorso e nei successivi giorni osserveremo ciò che è necessario osservare al fine di avere un quadro chiaro e più o meno definito della situazione? Abbiamo constato il riversarsi in strada di acque e fanghi, vasche di assorbimento colme di acque di fango. Era prevedibile l’evento del 25 maggio 2023?

Leggi anche: 15 febbraio 2022 rischio allagamenti a ForinoForino, un destino segnato per gli allagamenti?

Meteorologia su ampia scala

Un campo di alte pressioni, poco strutturate verso le quote più alte, ci sta garantendo in questi ultimi giorni, condizioni di diffuso soleggiamento durante le ore mattutine e la formazione di instabilità al pomeriggio, soprattutto nei pressi dei rilievi appenninici e con dei sconfinamenti alle aree adiacenti. Instabilità accompagnata da temporali che localmente possono assumere forte intensità, senza escludere il rischio di grandinate.

Meteorologia su scala locale

Forino, paese interessato dal forte maltempo del pomeriggio del 25 maggio 2023, questo causato da temporali termo convettivi, formatosi durante le ore pomeridiane. Una forte cella temporalesca ha preso vita al confine tra i comuni di Forino e Montoro in provincia di Avellino e Bracigliano in provincia di Salerno. Dalle animazioni radar (fonte: protezionecivile.gov piattaforma radar) è possibile osservare come il cumulonembo (nube capace di generare temporali e raggiungere diversi km in altezza) abbia iniziato a recare precipitazioni sulle suddette zone a partire dalle 13.00 e proseguite fino alle 17.00.

Su Forino si registra il picco di precipitazioni moderate-forti tra le ore 14 e le ore 16 del 25 maggio 2023, queste hanno insistito costantemente sul paese, scaricando al suolo in poco meno di un’ora, 50.4mm di pioggia (15.00-15.40), dato registrato dalla centralina meteorologica installata recentemente dallo stesso ente Comune di Forino, con i dati consultabili sul sito Campanialive.it(centralina di Forino)

Evento intenso, con un forte rain/rate, ha trasformato prima le strade in fiumi e successivamente imbiancato i suoli con una fitta grandinata.

Si registrano diversi allagamenti di garage e cantine, questi non solo nelle aree isolate, bensì anche in alcune zone del centro abitato di Forino e buona parte della Frazione Celzi. Nel piccolo comune irpino, si è reso


Immagini della PROCIV

Indispensabile l’attivazione della locale protezione civile che con pompe idrovore hanno prestato aiuto alle persone in difficoltà, insieme a squadre dei vigili del fuoco, carabinieri, Polizia Municipale e Provincia di Avellino. Alla frazione Celzi si è reso fondamentale anche l’intervento di tipo fluviale, con appositi gommoni. Si segnala la presenza di detriti in strada, tipo: fango, rocce e brecce anche di medie dimensioni e ceppe di alberi, probabilmente trasportate da qualche fondo agricolo. Per alcune ore si è reso necessario vietare il transito da Forino in direzione Montoro e viceversa della SP88 Laura. Strada che successivamente è stata riaperta verso le ore tardo pomeridiane.

A fine evento registriamo i seguenti dati pluviometrici:

Centralina del Comune di Forino, ubicata nella parte più alta del paese (420m s.l.m.) riporta un valore totale di 59.4mm durante l’evento vi è stato un temporaneo aumento del vento, con raffica massima di 38.7km/h proveniente da Est (ore 15.40)

Pluviometro Regione Campania, ubicato nella zona bassa del paese (400m s.l.m.), presso la sede della locale protezione civile, registra un cumulativo di precipitazioni giornaliere, pari a 78.4mm.


La differenza dei mm di pioggia può essere diversa, perché le precipitazioni non interessano mai le stesse zone con lo stesso esatto numero di mm e con la stessa intensità, questo vale anche su scala locale. A differenza di poche centinaia di metri in linea d’aria, è facile ottenere dati diversi, ancor più per eventi come questo che ha interessato oggi Forino.

I dati pluviometrici sono tratti dal sito Campanialive.it e dal sito Centro Funzionale Regione Campania. Immagine Radar, dal sito del Dipartimento di Protezione Civile Nazionale.




Montoro, l’ARPAC monitora i corsi d’acqua Labso, Laura e Fiumicello Borgo

Il CNSBII da diverso tempo monitora in modo indipendente i corsi d’acqua del sottobacino idrografico del Solofrano e Montorese. Il macro bacino di riferimento è il Bacino Idrografico del Fiume Sarno. Le canalizzazioni interessate dalle nostre osservazioni sono il Labso e la Laura, questi sono ubicati nella frazione di Montoro, Preturo; il Torrente Canale Fiumicello Borgo che nasce dalla frazione Borgo.

Da diverso tempo queste canalizzazioni subiscono diverse fonti di inquinamento alcune accertate in modo indipendente e da parte della Pubblica Amministrazione. ITorrenti Canali Laura e Labso ricevono i reflui da Forino; quest’ultimo Bacino Endoreico e comune attiguo a Montoro. Questo accade per via di problematiche legate alle fogne e alla meteorologia e per il malfunzionamento di un impianto di sollevamento.

Esposto alla Procura di Avellino

Il CNSBII a gennaio del 2021 ha effettuato un esposto alla Procura di Avellino. Da indagini durate un anno, non sono stati ritrovati colpevoli in merito ad uno sversamento di reflui nella condotta carsica che collega Forino a Montoro.

Questa condotta collega Forino a Canali Torrenti e Sorgenti Labso e Laura. Diverse sono state le nostre attività di segnalazioni e dialoghi con la Pubblica Amministrazione, la quale sollecitavamo ad attivarsi abbattendo le inerzie. Precedentemente non vi erano stati casi di approfondimento e accertamento delle criticità.

Rio Labso

Monitoraggio dei corsi d’acqua, accordo Arpac e comune di Montoro

L’Arpac – Agenzia Regionale per la Protezione dell’Ambiente ha stipulato un accordo con il Comune di Montoro per il monitoraggio di tre corsi d’acqua. I rii saranno Fiumicello Borgo, Labso e Laura.

I punti di prelievo saranno periodici.

Analizzeranno le acque allo scopo di trovare eventuali contaminazioni organiche e fecali. La domanda biochimica e la domanda chimica di ossigeno (BOD5, COD), azoto totale, azoto ammoniacale e Escherichia coli.

Un importante passo avanti che finalmente metterà una sentinella tecnologica ambientale su di un territorio che vive forme di inquinamento devastanti per la biodiversità fluviale. Queste attività hanno lo scopo di tutelare le acque e a nostro dire anche della biodiversità acquatica che è presente e prospera nelle canalizzazioni Labso e Laura.

Il monitoraggio è finalizzato a valutare lo stato della rete di gestione delle acque reflue. I dati raccolti verranno trasmessi al comune per adottare, nel caso, i provvedimenti di competenza al fine di salvaguardare la salute di queste acque che vengono utilizzate, tra l’altro, per l’irrigazione dei campi circostanti. 

L’inquinamento proviene i maggioranza da Forino

I Torrenti Labso e Laura subiscono un inquinamento di tipo fognario. Quando si verificano gli allagamenti in Celzi di Forino, le acque nere si miscelano alle acque piovane. Tramite della condotta carsica naturale, queste vengono immesse nel canale Labso e Laura.

Le azioni di tutela, salvaguardia delle acque e di mitigazione dal rischio idraulico vanno fatte anche a Forino.

Nella piana montorese sono minime le immissioni fognarie nei canali Labso e Laura, il torrente Fiumicello Borgo subisce inquinamento derivante dallo sversamento di carcasse animali.

Trasparenza dei risultati

Il CNSBII chiederà al Comune di Montoro e all’Arpac le modalità di pubblicazione dei dati.

Per maggiori informazioni: https://www.arpacampania.it/-/monitoraggio-dei-corsi-d-acqua-accordo-arpac-e-comune-di-montoro




15 febbraio 2022 rischio allagamenti a Forino

Ci arrivano notizie di allagamenti in Forino nella frazione Celzi. Luogo che abitualmente subisce le ondate di acque provenienti dai versanti montani alle spalle della Frazione.

Più volte il CNSBII ha pubblicato notizie in merito alla mancanza di vasche di assorbimento che potrebbero scongiurare gli allagamenti alle abitazioni.

Sono presenti alcune vasche che però ricevono rare manutenzioni e sono di piccola portata.

Forino è un Bacino Endoreico ed è una cittadina soggetta ad allagamenti fin quando non verranno effettuate opere di drenaggio e regimentazione pedemontana delle acque.


Approfondisci con una nostra pubblicazione su Forino


Altro aggravio della condizione è la presenza di una pompa di sollevamento sempre in Celzi nelle vicinanze dell’ingiottitoio che non riesce a sollevare la grande quantità di acque piovane che cadono in periodi di pioggia prolungati o intensi.

La pompa di sollevamento trasporta nel Bacino Idrografico del Fiume Sarno in Montoro le acque per il tramite di una piccola condotta fognaria che si innesta nel collettore Solofra-Mercato San Severino. Le acque arriveranno nel depuratore di Mercato San Severino.

Durante le piogge, le fogne di forino rilasciano reflui per strada e sui campi. Inoltre i reflui defluiscono presso l’inghiottitoio presente nella frazione Celzi e apporta acque reflue nella condotta carsica che rilascia lentamente le acque nel canale Labso in Preturo quest’ultima, Frazione di Montoro (AV)

foto allegata: di repertorio (dal web)




Forino, un destino segnato per gli allagamenti?

Previsioni Meteo su Forino

Forino, in provincia di Avellino in Campania è un Bacino Endoreico che raccoglie le acque che cadono su tutto il territorio comunale. La particolarità dei bacini indipendenti senza sfoghi fluviali è che le acque restano sul territorio senza avere una “via di uscita” diversamente da come accade nel Bacino Idrografico del Fiume Sarno che defluiscono verso il mare in Castellammare di Stabia e Torre Annunziata in provincia di Napoli.

Sezione Geologica di un’area su Forino

Forino ha una conformazione a conca e “subisce” allagamenti nelle aree alluvionali. All’interno di queste aree anche se sono presenti delle abitazioni, la natura alluvionale resterà invariata recependo grandi flussi di acque. Gli allagamenti generano disagi agli abitanti in particolare nella frazione di Celzi vista la pendenza orografica del Bacino che va verso la frazione. Inoltre l’urbanizzazione con la impermeabilizzazione delle superfici con il conseguente consumo del suolo evita il drenaggio naturale e le acque urbane defluiscono su strada e tramite fogna nell’area di frazione.

Immagini satellitari di Forino in particolare la frazione di Celzi
L’area oggetto di allagamenti

A Forino è presente una piccola Pompa di Sollevamento dei reflui composta da due aspirazioni che immettono in una condotta, piuttosto piccola, le acque di fogna miste (reflue e di pioggia) della cittadina, di parte di Contrada e di altre aree verso la città di Montoro (Avellino) sconfinando nel Bacino Idrografico del Fiume Sarno.

Approfondimento: Il Comune di Forino e Montoro all’interno dell’Ente Idrico Campano fanno parte del Distretto Calore Irpino. Questi confinano con il Distretto Sarnese Vesuviano con i comuni di Bracigliano e Mercato San Severino. I reflui di Forino vengono prodotti in un Bacino indipendente (Bacino Endoreico), i reflui di Montoro vengono prodotti nel bacino idrografico del Fiume Sarno. Ad oggi non è chiara la corrispondenza economica alla lavorazione dei reflui di Forino e Montoro all’Ente Idrico Campano e tra soggetti gestori territoriali della risorsa idrica. I comuni di Montoro e Forino seppur facciano parte del Distretto Calore Irpino, i liquidi fognari, per motivi di pendenze orografiche defluiscono verso il Depuratore di Mercato San Severino gestito da Gori S.p.A.

I Reflui di Forino arrivano nel Bacino del Sarno

A valle le acque di Forino si immetteranno nella condotta Solofra – Mercato San Severino e finiranno la propria corsa nel Depuratore di Mercato San Severino. Successivamente le acque depurate vengono immesse nel Torrente Solofrana.

Il CNSBII ha effettuato una denuncia indirizzandola alla Procura Avellinese per le immissioni anomale di reflui nella sorgente Labso sita tra Forino e Montoro. Infatti la mancanza di una potente azione drenante su Forino, genera l’inserimento di Reflui nella Condotta Carsica ubicata in Celzi, uno sfogo naturale che si collega al Torrente Labso in Montoro, quest’ultimo di competenza del Consorzio di Bonifica del Comprensorio Sarno.

Le attività del CNSBII su Forino

La condotta carsica che collega Forino a Montoro è attiva

Il CNSBII lo ha documentato più volte, al fine di contrastare, quanto viene asserito da rappresentanti pubblici che attestano che la condotta carsica non sia più attiva.

La sua attività naturale, permette il passaggio di acque di sorgente che provengono dai monti circostanti in Forino. Allo stesso tempo permette anche l’ingresso di reflui quando sono presenti occlusioni fognarie, malfunzionamento o inattività della pompa di sollevamento in Celzi (frazione di Forino).

Sorgente Labso attiva in Montoro (frazione Preturo), nelle immagini rilascia una quantità considerevole di reflui provenienti da Forino

Inoltre il CNSBII sta effettuando degli approfondimenti sulla corrispondenza tariffaria tra Alto Calore Irpino e Distretto Sarnese Vesuviano, di conoscere quali siano le competenze del soggetto gestore della risorsa idrica locale e dell’Ente Comune, di come siano distribuite le responsabilità sulla gestione delle Fognature e Depurazione.

Le acque reflue di Forino in assenza di un Depuratore locale vengono inviate presso il Depuratore in Mercato San Severino. Nei casi più gravi in caso di allagamenti, vengono disperse sul suolo incolto o agricolo della cittadina. Nella denuncia indirizzata alla Procura Avellinese in Gennaio del 2021 abbiamo evidenziato queste gravi carenze.

Grazie alla nota in Procura, sono state sollecitate delle opere di gestione delle acque reflue e piovane, ma ad oggi risultano ancora non sufficienti.

Il CNSBII sta elaborando una ulteriore nota alla Procura territoriale per altre gravi anomalie che nel corso dei mesi abbiamo riscontrato.

Vasche pedemontane per la mitigazione del rischio idraulico

Attraverso dei nostri sopralluoghi, abbiamo evidenziato in passato la carenza di manutenzione alle vasche pedemontane di assorbimento presenti sul territorio di Forino. Necessaria è la creazione di nuovi invasi nella pedemontana con costanti manutenzioni delle vasche presenti. E’ auspicabile una manutenzione migliore da parte dei privati nell’area forestale sui versanti ove sono presenti imponenti vette montuose che circondano Forino.

Il CNSBII ha individuato degli inneschi di frane che allo stato attuale potrebbero causa dilavamenti importanti di detriti e fango. Questi rilevamenti necessitano di ulteriori approfondimenti tecnici.

Il CNSBII resta a disposizione per ulteriori informazioni






Mugnano del Cardinale (Av), individuata area di abbandono rifiuti

In una delle aree più belle della Campania, immerse nel Parco Regionale del Partenio, qualcuno ha pensato di abbandonare, una quantità considerevole, di rifiuti in una zona montana.

Alcuni nostri Osservatori Civici dell’area ci hanno relazionato di questa criticità così da rapportarla agli organi locali.

Quando si tratta di abbandoni consistenti di rifiuti, come quelli documentati in questa nostra pubblicazione, evitiamo di dare troppi dettagli dei luoghi, al fine di evitare che criminali vadano il loco ad incendiare i rifiuiti.

Questi sono stato abbandonati in una zona boschiva. Si presuppone che l’abbandono sia avvenuto in più momenti, difatti prove documentali attestano la crescita del cumulo a distanza di tempo.

Al fine di avviare l’immediata rimozione dei rifiuti abbiamo chiesto agli organi amministrativi locali di procedere quanto prima allo smaltimento.

Abbiamo inoltrato a Sma Campania di inserire il sito oggetto di abbandono di rifiuti nella Piattaforma “sistema informativo I.TER DSS”

Restiamo vigili sul territorio e interrogheremo le varie amministrazioni riceventi della nostra segnalazione su cosa hanno posto in essere a conoscenza di questo illecito ambientale.