Il CNSBII lancia l’allarme: “Gli sversamenti non sono finiti”
coordinatore Nazionale – Michele Busce’
Torrente Solofrana invaso da Reflui non depurati.
Campania, Mercato San Severino. Il 23 maggio 2023 le sentinelle del CNSBII hanno fatto un’amara scoperta. Un qualcosa che nel corso dei mesi non accadeva più di frequente.
Il torrente Solofrana era invaso di acque marroni, torbide e maleodoranti.
Immediatamente i nostri operatori hanno risalito il corso d’acqua per verificare che le acque marroni fossero frutto di uno sversamento del Depuratore consortile di Mercato San Severino nella frazione di Costa. Il Depuratore immetteva acque correttamente depurate nel torrente stesso.
Sbocco del Depuratore di Mercato San Severino
Da li abbiamo deciso di continuare fino a monte di Solofra. Nel frattempo però lo sversamento durato per qualche ora si annullava.
Immediatamente abbiamo messo in attivazione ulteriori sentinelle sul territorio al fine di controllare il corso d’acqua. Purtroppo questa non è affatto una buona notizia. L’esperienza e la conoscenza delle problematiche del Solofrana ci porta a dire che l’episodio del 23 maggio 2023 è riconducibile ad uno svuotamento di una vasca con fanghi biologici di grandi dimensioni a monte di Montoro. Seguiranno aggiornamenti.
Inondazioni del torrente solofrana: richiesti interventi urgenti.
Urgente azione contro inondazioni del torrente Solofrana.
Il 4 novembre 2022, la frazione Sant’Angelo di Mercato San Severino è stata colpita da gravi inondazioni causate dal torrente Solofrana. Le immagini impressionanti di questo evento sono state documentate da Massimiliano Grimaldi e sono state pubblicate sul suo profilo Facebook.
Le immagini mostrano chiaramente come il torrente Solofrana abbia traboccato inizialmente nei terreni circostanti, poi nelle strade adiacenti al corso d’acqua e in altre proprietà private. In particolare, si può notare la formazione di una grande vasca di raccolta delle acque dovuta a un’area depressa situata sulla destra idraulica del torrente. Non è la prima volta che si verificano inondazioni in questa zona a causa dell’esondazione del torrente Solofrana.
Prima esondazione con conseguente inondazione del torrente solofrana
Inondazione delle vie adiacenti al corso d’acqua
inondazione dei campi sottoposti al corso d’acqua
Informazioni: Il torrente Solofrana si trova nella regione Campania, in Italia. Attraversa diverse località, tra cui Mercato San Severino e Roccapiemonte, come menzionato nella pubblicazione. Questi due paesi si trovano nella provincia di Salerno, nella parte sud-occidentale della regione. Il torrente Solofrana nasce nelle montagne circostanti e scorre attraverso la valle, causando periodicamente problemi di esondazioni e inondazioni nelle aree circostanti.
È evidente che, fintanto che non si prenderanno provvedimenti per ampliare la sezione idraulica del corso d’acqua, creare nuovi canali fluviali e costruire nuove vasche di raccolta lontano dai centri abitati, eventi di questa portata saranno una costante. È necessario rallentare il flusso delle acque provenienti dai sottobacini idrografici del Calvanicese, Montorese e di Solofra.
Area approssimata oggetto dell’esondazione e inondazione.
L’importanza di un approccio olistico per la gestione dei corsi d’acqua: creare spazi adeguati e prevenire insediamenti nelle zone a rischio di inondazione.
La soluzione non risiede necessariamente nel dragaggio dei corsi d’acqua, ma piuttosto nell’offrire loro uno spazio adeguato per scorrere liberamente. I corsi d’acqua richiedono spazi molto più ampi di quanto comunemente si pensi.
Il torrente creato artificialmente proprio in un punto dove un tempo c’erano campagne. Secondo testimonianze del passato, il torrente non scorreva in quell’area. Non si è tenuto conto dell’aumento della sezione idraulica, dei terrazzamenti fluviali e delle aree destinate alle esondazioni. Si sono costruite abitazioni e insediamenti produttivi immediatamente lungo gli argini fluviali, oltre a nuove aree residenziali.
È chiaro che è necessaria un’azione immediata per affrontare questa situazione ricorrente. Gli interventi dovrebbero includere l’ampliamento dei canali fluviali, la creazione di zone di esondazione adeguate e la pianificazione di insediamenti umani lontani dalle aree a rischio. Solo attraverso un approccio olistico e preventivo si potranno ridurre gli effetti delle inondazioni e proteggere le comunità locali da futuri disastri.
L’area vista dall’alto oggetto del
Ecco alcuni possibili link in uscita correlati al testo:
Per saperne di più sulle inondazioni del torrente Solofrana: Link
Informazioni sul comune di Mercato San Severino: Link
Approfondimenti sull’ampliamento della sezione idraulica dei corsi d’acqua: Link
Scopri l’importanza della prevenzione delle inondazioni: Link
Ed ecco a voi la nostra stazione meteorologica! In funzione da alcune settimane, grazie al team di lavoro della serra didattica, la nostra stazione meteorologica ha iniziato a trasmettere i dati all’autorevole community nazionale MeteoNetwork dove è possibile vedere i dati in tempo reale e gli andamenti delle ore precedenti
dalla Pagina Facebook del Liceo Scientifico – Bonaventura Rescigno
Il Liceo Scientifico visto dall’alto
Il punto di installazione
Il Liceo ha installato la centralina nella serra didattica dello Scientifico, l’ubicazione dell’apparato è al centro di Roccapiemonte nelle vicinanze del pedemontano e sarà ancor più interessante analizzare i dati meteorologici generati durante il tempo. La centralina analizzerà in tempo reale: temperatura, umidità, pressione atmosferica, pioggia, vento, i tempi di rugiada ed altri dati.
La centralina ad oggi è stata inserita Meteonetwork un sito web che raggruppa centraline meteo di tutta Italia. Sarà possibile anche fare accesso ai giorni e mesi precedenti, in questo modo sarà possibile analizzare in miglior modo gli andamenti meteorologici e nel tempo quelli climatici.
Una seconda centralina ubicata sul territorio
In collaborazione con il CNSBII a Roccapiemonte esiste anche una ulteriore centralina meteo ubicata nella frazione Casali. La centralina Bresser di proprietà di Gabriele Somma analizza già da qualche anno la meteorologia locale a ridosso del piccolo complesso montuoso che divide Roccapiemonte e Nocera Superiore; i monti sono Monte Solano e Pizzo Acuto. Accoppiando i dati delle due centraline seppur di diversi modelli e marca si potrà così comprendere in determinate condizioni meteo i livelli di piovosità, di temperatura e vento. Il CNSBII utilizza i dati della centralina per monitorare la meteorologia locale.
Monte Solano e Pizzo Acuto
Abbiamo chiesto al Sig. Somma di rilasciarci una sua dichiarazione sulla nascita di una nuova centralina meteo sul territorio di Roccapiemonte:
Adesso più che mai, è molto importante monitorare il clima e l’ambiente: per farlo è possibile adoperare alcune strumentazioni tecnologiche che ci consentono in modo semplice e immediato di conoscere i dati meteorologici della località in cui vogliamo installare lo strumento, per poi fruirne anche a grande distanza grazie all’inserimento sul web del dispositivo di trasmissione dei dati.
Da circa 3 anni condivido in rete la mia stazione meteo personale sita a Roccapiemonte provincia di Salernomettendola a disposizione al CNSBIIche dal primo momento a sostenuto la mia attività, e precisamente alla frazione Casali sui maggiori Network meteo: Campania LiveWeater CloudLa mia stazione meteo è composta da una serie di sensori per la registrazione dei vari parametri; Velocità e direzione del vento; temperatura attuale; umidità dell’aria; precipitazioni (pioggia); e pressione atmosferica.
La raccolta dati è un elemento di fondamentale importanza nell’uso di una stazionemeteorologica, sia per quanto riguarda il processo di realizzazione di una previsione che per controllare le condizioni atmosferiche della propria zona di interesse. Il controllo della situazione meteo è molto importante anche al fine di una previsione del tempo a breve termine della zona immediatamente circostante, predicendo anche un cambiamento repentino che magari le previsioni meteorologiche a scala sinottica fornite dai centri meteorologici non riescono a cogliere. Nella mia zona sono installate anche altre centraline meteo più o meno professionali e questo a me fa molto piacere in quanto posso confrontare i dati della mia stazione meteo con le altre centraline.
Il CNSBII accoglie con interesse e piacere l’installazione di una nuova sentinella meteorologica per il territorio. Le stazioni meteorologiche indipendenti sono di fondamentale importanza per noi e seguiremo costantemente gli andamenti attraverso i nostri operatori territoriali.
I responsabili di un burrificio operante sul territorio del comune di Sant’Antonio Abatesversavano direttamente in pubblica fognatura e senza alcun titolo autorizzativo i reflui derivanti dalla lavorazione del burro, in particolare la parte più inquinante della trasformazione del latte. Gli scarichi alteranti finivano così, senza alcuna autorizzazione, nel Canale Marna, affluente del Sarno, e di lì in mare. Sequestrato l’impianto di 2.000 metri quadri e denunciati all’Autorità Giudiziaria i vertici aziendali.
Video CNSBII
Smaltimento di acque reflue
Avrebbero dovuto provvedere a raccogliere i reflui industriali in apposite cisterne e a smaltirli con i tempi e le modalità previste dalla legge attraverso ditte autorizzate che si occupano del trasporto e del conferimento in siti appositamente attrezzati. Oppure avrebbero dovuto trattarli e depurarli in impianti di depurazione presenti in azienda e poi scaricare le acque, così depurate, nella pubblica fognatura previa specifica autorizzazione.
L’operazione
La Polizia della Città Metropolitana di Napoli – nell’ambito delle indagini sul fiume Sarno disposte dalla Procura di Torre Annunziata diretta dal Procuratore Nunzio Fragliasso – ha, invece, scoperto che i responsabili di un burrificio operante sul territorio del comune di Sant’Antonio Abate sversavano direttamente nella fognatura pubblica e senza alcun titolo autorizzativo, attraverso una manichetta montata ad hoc all’occorrenza, i reflui derivanti dalla lavorazione del burro, in particolare la parte più inquinante della trasformazione del latte. Gli scarichi alteranti finivano così, senza alcuna autorizzazione, nel Canale Marna, affluente del Sarno, e di lì in mare.
Gli agenti della Polizia Metropolitana, coordinati dal Comandante Lucia Rea, hanno colto in flagranza i responsabili e hanno così proceduto al sequestro dell’impianto, di circa 2.000 metri quadri, nel quale venivano effettuate attività di lavorazione, commercio all’ingrosso e al dettaglio ed export del latte e dei suoi derivati.
Le divise di piazza Matteotti – che nell’operazione hanno beneficiato della collaborazione dei tecnici della GORI, il soggetto gestore del Servizio Idrico Integrato dell’Ambito Distrettuale Sarnese-Vesuviano comprensivo di 76 comuni, distribuiti tra le province di Napoli e Salerno, tra cui Sant’Antonio Abate – hanno, poi, proceduto a denunciare all’Autorità Giudiziaria i vertici aziendali per il reato di scarico non autorizzato in pubblica fognatura, in violazione dell’art. 124 comma 1 sanzionato dall’art. 137 del D. Lgs. 152/06.
Attività del CNSBII
Il CNSBII nel corso degli anni ha effettuato una serie di attività di lungo il Marna tributario del Fiume Sarno, più volte le nostre osservazioni si sono concluse con Esposti e Segnalazioni alla Autorità Giudiziaria.
CNSBII e Viviamo il Marna siglano un Protocollo d’Intesa
Gli obiettivo di questo protocollo di cooperazione sono la tutela e salvaguardia comune del principale corso d’acqua presente in Sant’Antonio Abate, denominato Canale Marna, che nasce proprio nella campagne Marnesi. Il “Marna” Nasce a Sant’Antonio Abate e transita per i Comuni di Scafati, Santa Maria la Carità e Pompei immettendosi nel Fiume Sarno nei pressi di Via di Bonifica proprio in Pompei.
Altri obiettivi sono la tutela dei versanti montani dei “Monti Lattari” per la prevenzione degli incendi e dal dissesto idrogeologico
Le immissioni che mettono a rischio l’ecosistema fluviale e acquatico
Il Canale Marna riceve anche le immissioni di un ulteriore Canale denominato “San Tommaso o Canale Angri” che trasporta acque sia risorgive delle tante Polle d’acqua e pozzi artesiani presenti, ma anche delle fogne di diversi comuni, come Angri e Scafati. Attualmente sono in opera lavori di collettamento dei reflui verso il Depuratore comprensoriale tra Scafati e Sant’Antonio Abate.
La perdita della funzionalità ecosistemica e idraulica
Sono presenti anche altre piccoli canali come il Canale del Mulino che nel tempo stanno perdendo la loro funzionalità di trasporto di acque naturali, infatti queste canalizzazioni il più delle volte restano in secca o trasportano le acque degli scaricatori di piena fognari.
nelle immagini una parte del canale con la splendida cornice del Somma-Vesuvio
Le principali fonti di inquinamento
Il Canale Marna da diverso tempo subisce fonti di inquinamento derivanti dalla eccessiva antropizzazione dell’area attigua al corso d’acqua. Al suo interno sono presenti immissioni abusive e non conformi che mettono a serio rischio e pericolo la biodiversità locale.
Sulla tutela dell’Ecosistema Fluviale che la cooperazione civica e indipendente tra CNSBII e l’Organizzazione “Viviamo il Marna” punta a ristabilire “il silenzio” naturale dell’area con l’obiettivo di ri-garantire alla biodiversità presente il rispetto del proprio ecosistema fluviale e acquatico a cui è connesso l’ecosistema terra.
L’Impianto di Depurazione Regionale
Nei pressi del Canale marna è presente anche un impianto di Depurazione Regionale che depura le acque civili e delle tante industrie agro alimentari presenti nell’area. Sono state riscontrante diverse criticità nello stesso impianto di depurazione che ha il suo sbocco proprio nel Canale Marna per il tramite di una canalizzazione accessoria al corso d’acqua.
L’ antropizzazione massiva dell’area
Il Canale Marna e l’Antropizzazione dell’area dove nasce il corso d’acqua.
Attorno al Marna sono presenti innumerevoli insediamenti abitati, commerciali e industriali. Purtroppo è inevitabile la constatazione di diverse fonti di inquinamento. Allo stesso tempo i campi coltivati attigui al corso d’acqua al Marna, i contadini nei decenni, hanno sfruttato il terreno utilizzando composti chimici del passato che ad oggi sono banditi. Inoltre continua una intensiva coltivazione dei campi. La coltivazione non biologica non arreca beneficio ai terreni, mettendo a serio rischio anche la qualità delle acque delle falda freatica e falda artesiana, famose e importanti per l’ecosistema fluviale locale.
L’associazionismo ambientalista, la vera svolta territoriale!
Campagna di Tesseramento di Viviamo il Marna
Nelle tante difficoltà presenti su questa Canalizzazione nasce l’Organizzazione di Volontariato “Vivi…amo il marna” che con i suoi associati vigila il territorio come sentinella ambientale.Alcuni componenti dell’Associazione sono Sentinelle del CNSBII e vengono periodicamente formate sulle tematiche e norme ambientali.
Il CNSBII darà supporto all’associazione, qualora se ne riterrà necessario, anche nelle attività di formazione sul Servizio Idrico Integrato composto dai seguenti settori: Acquedotti, Fognatura e Depurazione. Importante sarà la formazione sui Corsi d’Acqua Naturali e di Bonifica.
Il CNSBII si occupa di vigilare la tutela degli ambienti montani, fluviali e costieri, quindi le osservazioni civiche saranno continue e le eventuali presunte o concrete violazioni del codice ambientale verranno prontamente segnalate.
Un accordo di collaborazione civica sarà utile a fare gruppo con il fine di osservare anche il corretto funzionamento della Pubblica Amministrazione che verrà sollecitata ogni qualvolta si riscontreranno inerzie sulla tutela degli ambienti naturali.
Tra gli obiettivi di questo accordo vi è il supporto nelle attività di tutela, salvaguardia e vigilanza civica dei litorali marini e dei corsi d’acqua che si immettono nel Mare. A La Grande Onda verrà dato supporto tecnico e operativo sulle problematiche ambientali generate da scarichi inquinanti che provengono dai comparti fluviali in transito dalla penisola.
LA GRANDE ONDA,Osservatorio Civico per la salute del mare e dell’ambiente, è una associazione apartitica e senza fini di lucro, costruita sul volontariato. La Grande Onda ha organizzato un puntuale sistema di monitoraggio delle stato delle acque e delle coste: un vero e proprio “osservatorio”, che ha consentito e consente di segnalare e denunciare gli illeciti inerenti l’inquinamento causato da scarichi illegali, le problematiche dovute all’ invasione di plastica e rifiuti alla deriva, i danni ecologici derivanti dalle difformità di scarichi fognari impropri e – non ultimo – la pesca illegale dei datteri di mare, attività illegale che sta causando danni irreparabili ai fondali della penisola sorrentina.
Laura Cuomo Presidente “La Grande Onda”
“Sono molto soddisfatta di aver sottoscritto un protocollo di intesa tra la La Grande Onda e il Corpo Civico Nazionale delle Sentinelle dei Bacini Idrografici Italiani. Seguo da tempo e con interesse l’impegno volontario e le attività a difesa del territorio, portate avanti con passione dal Presidente Michele Buscè e dai componenti del gruppo CNSBII: sono sempre stata convinta che l’unione delle forze su tematiche ambientali importanti, come l’inquinamento di mari e corsi d’acqua, sia un’arma veramente efficace per trovare risposte e possibili soluzioni ai mali del territorio. Sono sicura che quella che è appena stata siglata sarà l’inizio di una reciproca e fruttuosa collaborazione.“
Michele Buscè Coordinatore e Fondatore CNSBII
“L’unione tra Enti del Terzo Settore che si occupano di tutelare l’ambiente è un asset sociale e strategico. La cittadinanza indipendente e attiva può e deve adoperarsi per vigilare sulle inerzie della Pubblica Amministrazione e promuovere le best-pratice alla cittadinanza sul rispetto dell’ambiente e degli ecosistemi naturali. Quando ho creato il CNSBII mi sono reso conto che mancava sul territorio nazionale una compagine sociale civica indipendente che con la sola cittadinanza attiva si occupasse di tutelare l’ambiente. I Fiumi che si immettono nei i Mari o Laghi sono fondamentali per l’apporto di nutrienti e sedimenti per lo sviluppo della biodiversità marina. ”
Penisola Sorrentina
Il CNSBII darà supporto all’associazione, qualora se ne riterrà necessario, anche nelle attività di formazione sul Servizio Idrico Integrato composto dai seguenti settori: Acquedotti, Fognatura e Depurazione. Importante sarà la formazione sui Corsi d’Acqua Naturali e di Bonifica.
La penisola sorrentina e le aree marine confinanti vivono diverse criticità derivanti anche dal non corretto funzionamento del sistema del Servizio Idrico Integrato. Inoltre alcune immissioni abusive nei corsi d’acqua tra questi torrenti, rii, canali, mettono in pericolo la biodiversità fluviale e marina. Sono segnalati anche alcuni malfunzionamenti degli impianti di depurazione.
Il CNSBII si occupa di vigilare la tutela degli ambienti montani, fluviali e costieri, quindi le osservazioni civiche saranno continue e le eventuali presunte o concrete violazioni del codice ambientale verranno prontamente segnalate.
Un accordo di collaborazione civica sarà utile a fare gruppo con il fine di osservare anche il corretto funzionamento della Pubblica Amministrazione che verrà sollecitata ogni qualvolta si riscontreranno inerzie sulla tutela degli ambienti naturali.
Montoro, l’ARPAC monitora i corsi d’acqua Labso, Laura e Fiumicello Borgo
Il CNSBII da diverso tempo monitora in modo indipendente i corsi d’acqua del sottobacino idrografico del Solofrano e Montorese. Il macro bacino di riferimento è il Bacino Idrografico del Fiume Sarno. Le canalizzazioni interessate dalle nostre osservazioni sono il Labso e la Laura, questi sono ubicati nella frazione di Montoro, Preturo; il Torrente CanaleFiumicello Borgo che nasce dalla frazione Borgo.
Da diverso tempo queste canalizzazioni subiscono diverse fonti di inquinamento alcune accertate in modo indipendente e da parte della Pubblica Amministrazione. ITorrenti Canali Laura e Labso ricevono i reflui da Forino; quest’ultimo Bacino Endoreico e comune attiguo a Montoro. Questo accade per via di problematiche legate alle fogne e alla meteorologia e per il malfunzionamento di un impianto di sollevamento.
Esposto alla Procura di Avellino
Il CNSBII a gennaio del 2021 ha effettuato un esposto alla Procura di Avellino. Da indagini durate un anno, non sono stati ritrovati colpevoli in merito ad uno sversamento di reflui nella condotta carsica che collega Forino a Montoro.
Questa condotta collega Forino a Canali Torrenti e Sorgenti Labso e Laura. Diverse sono state le nostre attività di segnalazioni e dialoghi con la Pubblica Amministrazione, la quale sollecitavamo ad attivarsi abbattendo le inerzie. Precedentemente non vi erano stati casi di approfondimento e accertamento delle criticità.
Rio Labso
Monitoraggio dei corsi d’acqua, accordo Arpac e comune di Montoro
Analizzeranno le acque allo scopo di trovare eventuali contaminazioni organiche e fecali. La domanda biochimica e la domanda chimica di ossigeno (BOD5, COD), azoto totale, azoto ammoniacale e Escherichia coli.
Un importante passo avanti che finalmente metterà una sentinella tecnologica ambientale su di un territorio che vive forme di inquinamento devastanti per la biodiversità fluviale. Queste attività hanno lo scopo di tutelare le acque e a nostro dire anche della biodiversità acquatica che è presente e prospera nelle canalizzazioni Labso e Laura.
Il monitoraggio è finalizzato a valutare lo stato della rete di gestione delle acque reflue. I dati raccolti verrannotrasmessi al comune per adottare, nel caso, i provvedimenti di competenza al fine di salvaguardare la salute di queste acque che vengono utilizzate, tra l’altro, per l’irrigazione dei campi circostanti.
L’inquinamento proviene i maggioranza da Forino
I Torrenti Labso e Laura subiscono un inquinamento di tipo fognario. Quando si verificano gli allagamenti in Celzi di Forino, le acque nere si miscelano alle acque piovane. Tramite della condotta carsica naturale, queste vengono immesse nel canale Labso e Laura.
Le azioni di tutela, salvaguardia delle acque e di mitigazione dal rischio idraulico vanno fatte anche a Forino.
Nella piana montorese sono minime le immissioni fognarie nei canali Labso e Laura, il torrente Fiumicello Borgo subisce inquinamento derivante dallo sversamento di carcasse animali.
Trasparenza dei risultati
Il CNSBII chiederà al Comune di Montoro e all’Arpac le modalità di pubblicazione dei dati.